Maestro Personalità Europea per l'Arte

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    MAESTRO PIETRA BARRASSO

      Formazione Artistica

     

    1963Pietra nasce a Venticano, delizioso paese vicino ad Avellino.

    Si sente attratta dall’arte sin da giovanissima età e nel 1977 si cimenta nella sua prima grande creazione pittorica. Nel 1980 conclude il triennio sperimentale all’Istituto Statale d’Arte “Paolo Anania De Luca” di Avellino con il diploma di Maestro d’Arte. Prosegue con il biennio di specializzazione in fotografia e grafica pubblicitaria sino alla Maturità d’Arte Applicata, conseguita con il massimo dei voti.

    1983 inizia a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove sceglie la sezione pittura, magistralmente condotta da Armando De Stefano, a sua volta allievo di Emilio Notte. In tale contesto sviluppa notevoli capacità pittoriche di tipo figurativo che saranno molto apprezzate dai docenti-guida della sua frequenza.

    1984 incrementa la sua formazione artistica con il restauro di pittura su tela, corso indetto dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici, Storici di Salerno e Avellino e diretto da Giovanni Muollo. È un’esperienza che per la sua rilevanza sarà l’inizio di una serie di importanti committenze pubbliche e private.

    1992 entra in cerchie artistiche di fama internazionale: da Pietro Annigoni a Robert Carroll, Pericle Fazzini, José Ortega, Aligi Sassu, Gregorio Sciltian, Orfeo Tamburi, Ernesto Treccani. Sono esperienze preziose che le consentono di migliorare notevolmente la sua crescita artistica. In particolare sarà Aligi Sassu che le farà da tutor grazie all’amicizia cordiale instauratasi nel loro rapporto professionale.

    1992 si trasferisce dall’Irpinia a Roma, dove i critici d’arte della capitale le suggeri- scono di cambiare il nome anagrafico di Pierina nel nome d’arte Pietra.

    1994 conosce Antonio Corpora del quale diventa allieva per affinare le sue tecniche pittoriche. L’affinamento della tecnica infatti la induce molto presto a produrre opere che per la magia luministica dei colori le valgono il soprannome di “maestro della luce”.

    2005 si iscrive all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti della Regione Campania, entrato dal 2005 in poi nell’Ordine Regionale del Lazio.

    2012 riceve in Campidoglio il primo premio come “Personalità Europea”.

    2013 entra nella selezione di qualità del Metaformismo©, nuova visione storico-artistica relativa al non figurativo contemporaneo, ideata e teorizzata dalla Prof. Giulia Sillato, storico dell’arte di scuola longhiana, che da quel momento in poi inviterà Pietra ad essere presente in molte delle sue Rassegne.

    Destinato a rivoluzionare gli orizzonti critici dell’arte del futuro, il nuovo indirizzo visivo propone di leggere e interpretare le espressioni non figurative con la chiave di lettura più semplice che esista: la forma. L’autore, infatti, ha concluso - dopo studi durati circa venti anni - che nelle opere cosiddette “astratte” mancano figure leggibili (ed è per questo che sono astratte), ma non mancano forme e queste vanno compiutamente individuate e analizzate.


    Commissioni - Giurie - Collaborazioni - Collezioni

    1985

    Regione Campaniaesegue 22 dipinti in china e acquerello con i tratti paesaggistici di ciascuna regione d’Italia, i cui Presidenti convenivano a Napoli nel meeting nazionale di Palazzo Reale.

    Comuni dellaRegione Campania e della Regione Puglia realizza numerosi pannelli pittorici su commissione degli Enti Comunali di Campania e Puglia.

    Leep Record dipinge il bozzetto della copertina del Disco della Pace dal titolo “Pronto Mosca … pronto Washington”.

    1986

    Giurie Comunali partecipa, nel ruolo di esperta d’arte, a numerose giurie di concorsi artistici della provincia di Napoli e di Avellino.

    1992

    Idea rivista mensile di cultura e politica assume l’incarico di curare la grafica editoriale della nuova rivista di Giuseppe Selvaggi, giornalista parlamentare, incarico che porterà avanti sino al 2003.

    Gangemi Editore collabora con questo editore, progettando copertine di libri, disegnando racconti e ideando la collana “Colore & Pietra”, sino al 2003.

    1994

    Stabilimenti Tipografici Carlo Colombo meglio nota come Tipografia Colombo della Camera dei Deputati, essa affida alla pittrice il progetto grafico del Codice Braille e del Velario di Montecitorio.

    1997

    Corriere di Roma, L’Opinione, Irpinia Oggi collabora con queste testate per due anni. Durante il percorso ha modo di conoscere Mario Verdone, critico cinematografico, saggista e cultore dell’arte.

    1999

    Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea, attualemacro assume l’incarico triennale di occuparsi dell’editoria d’arte.

    2002

    Museo di Roma in Palazzo Braschi e Museo di Roma in Trastevere assume l’incarico biennale di occuparsi dell’editoria d’arte.

    2005

    Galleria di Villa Borghese e Polo Museale Romano si occupa dell’editoria d’arte.

    2014

    Arma dei Carabinieridue sue opere pittoriche “Bicentenario dei Carabinieri (1814 - 2014)”e “130 Anniversario dell’Associazione Nazionale Carabinieri (1886 - 2016)” entrano nel Patrimonio Nazionale dell’Arma.

    2015

    Camera di Commercio di Avellino esegue le tavole pittoriche dellaGuida delle città dell’Irpinia in occasione diexpo milano2015.

    2016

    Musei Capitolini espone, in occasione del Giubileo di Papa Francesco e in via del tutto straordinaria, l’opera pittorica “La Misericordia nell’Arte”.


    Premi tra i più prestigiosi

    2012

    Medaglia di bronzo, Camera dei Deputati, Roma.

    Palm Art Award, Lipsia.

    2014

    Premio Adrenalina,macro, Roma.

    2015

    Palm Art Award, Lipsia.

    Premio di Rappresentanza, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma.

    2017

    Medaglia del Presidente, Senato della Repubblica, Roma.

    L’Opera Pittorica nel mondo

    Mostre nazionali

    Potenza, Roma, Spoleto, Assisi, Perugia, Arezzo, Volterra, Carrara, Forte dei Marmi, Lucca, Firenze, Bologna, Savona, Genova, Torino, Biella, Monza, Milano, Bergamo, Brescia, Verona, Trento.

    Mostre internazionali

    Montecarlo, Nizza, Aix en Provence, Madrid, Barcellona, Parigi, Stoccarda, Monaco di Baviera, Berlino, Bruxelles, Lussemburgo, Bruges, Amsterdam, Londra, Dublino, Basilea, Lugano, Reinach, Vienna, Varsavia, Bratislava, San Pietroburgo, Mosca, Malta, Los Angeles, Chicago, Springfied, Worcester, Cambridge, Boston, New York, Pechino, Tokio.

    Catalogazione Internazionale

    Catalogo dell’Arte Moderna, Editoriale Giorgio Mondadori

    2003

    trec international Treccani Edizioni di pregio

    Pietra Barrasso con Annigoni, Fazzini, Ortega, Sciltian, Treccani.

    2013

    Il Metaformismo© by Giulia Sillato - Mazzotta Editore

    Palazzo del Capitano e Castello Scaligero, Malcesine sul Garda.

    2014

    Imagine 2014by Giammarco Puntelli - Editoriale Giorgio Mondadori

    Biblioteca Umanistica dell’Incoronata, Milano - Archivio Pria, Biella

    Rotta a Nord Estby Giammarco Puntelli - Editoriale Giorgio Mondadori

    Pescheria Nuova, Rovigo - Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà”, Muggia

    Il Metaformismo© by Giulia Sillato - Editoriale Giorgio Mondadori

    Chiostro del Bramante, Roma.

    Il Metaformismo© by Giulia Sillato - Mazzotta Editore

    Casa Museo Ivan Bruschi, Arezzo.

    2015

    L’Arte e il Tempo© by Giulia Sillato - Editoriale Giorgio Mondadori

    Direzione Artistica di Giulia Sillato e Giammarco Puntelli

    expo in città2015,Palazzo dei Giureconsulti, Milano.

    2017

    Il Metaformismo© by Giulia Sillato - Fondazione Giulia Sillato

    Rocca Paolina, Perugia.

    2018

    Il Metaformismo© by Giulia Sillato - Fondazione Giulia Sillato

    Casa dei Carraresi, Treviso.

    Critici che hanno scritto del maestro

    (in ordine alfabetico)

    Carlino Marcello

    ● Faccenda Giovanni

    Ferloni Mara

    Puntelli Giammarco

    Selvaggi Giuseppe

    ● Sgarbi Vittorio

    Sillato Giulia

     

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    Pierina BARRASSO, in arte Pietra

     

    artista  Internazionale, nasce  nel 1963 a Venticano (Avellino). Si specializza in Grafica Pubblicitaria e Fotografia, frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, sezione Pittura. Inizia la sua attività giovanissima riscuotendo da subito successo di critica, pubblico e consensi da parte di importanti personalità.

    Allieva del Maestro Antonio Corpora, conosce e frequenta Aligi Sassu, Ernesto Treccani, Orfeo Tamburi, Robert Carroll, Papa Giovanni Paolo II, Mario Verdone, Willy Pasini. Collabora con la Tipografia Colombo della Camera dei Deputati con progetti grafici dal “Velario di Montecitorio”  al “ Codice Braille”. Realizza con la Leep  Records la copertina del Cd “Pronto Mosca – Pronto Washington”. Collabora con la Gangemi Editore per la  realizzazione  della Collana “Colore e Pietra”. Con la Rivista “Idea”  cura la grafica e  l’impaginazione. Lavora presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, oggi Macro, al  Museo della Galleria Borghese,  al Museo Braschi e al Museo di Roma in Trastevere. Collabora con AMRF  Italia ONLUS – Casa d’Aste Babuino di Roma.

    Artista poliedrica. Denominata “Maestro della Luce” è una firma di successo nel panorama artistico contemporaneo.

    Partecipa alla 54 esima Biennale Internazionale di Venezia con Vittorio Sgarbi.

    Selezionata dalla Prof. Giulia SILLATO  entra nel  Metaformismo partecipando alle esposizioni collettive itineranti “L’Arte Contemporanea nelle antiche dimore”.Partecipa ai progetti “Rotta Nord  Est” ed “Imagine 2014”  ideati dal Prof. Giammarco Puntelli con i maestri storicizzati quali Andy Warhol, Scatizzi, Sassu, Schifano e contemporanei quali Kostabi, Lodola, Borghi, Kanewsky ed altri a Milano, Biella, Assisi e Firenze, Rovigo e al Museo d’Arte Moderna di Muggia (Trieste). 

    Selezionata  da Giulia Sillato  per il progetto  “L’Arte e il Tempo” quale official event di EXPO IN CITTA’ in EXPO 2015 a Milano diretto dalla stessa Giulia Sillato  e dal Prof. Giammarco Puntelli dal 10 al 30 Giugno 2015.

    Scelta come artista contemporanea dalla Fondazione Aligi Sassu  per una personale a Besena in Brianza dal 12 settembre al 25 ottobre 2015.

    La Presidenza della Regione Campania l’ha incarica di eseguire opere pittoriche in omaggio a tutte le Presidenze delle Regioni Italiane in occasione del meeting nazionale a Palazzo Reale di Napoli.

    Sue grandi opere sono presenti alla Camera dei Deputati, Ambasciate, Regioni, Provincie,  Sale Consiliari di Comuni della Regione Campania e Regione Puglia e vari Enti Pubblici.Tra le innumerevoli esposizioni personali di grande rilievo artistico in Italia e all’estero, si segnalano alcune di quelle tenutesi a Berlino, Boston, Cambridge, New York, Tokyo, Cina, San Pietroburgo, Pechino, Canada, Montecarlo, Nizza, Mosca, Stoccarda, Lugano, Reinach, Worchester, Springfield,  Barcellona, Vienna, Avellino, Spoleto, Roma, Scilla, Modena, Capri, Milano, Venezia, Lucca, Fermo, Perugia, Potenza, Arezzo, Carrara, Firenze.

    E’ insignita  dell’onorificenza, per l’Arte di “Personalità Europea 2012” in Campidoglio a Roma. Consegue la Medaglia del Presidente del Senato della Repubblica a Pizzo Calabro nel 2017,  il Premio Internazionale d’Arte con Medaglia di Bronzo della Camera dei  Deputati nel 2012, viene selezionata al Premio Adrenalina – Macro di Testaccio La Pelanda – Roma in collaborazione con Roma Capitale, ed è vincitrice del Palm Art Award 2012 – Leipzig – Germany.

    Hanno scritto di lei: Giovanni Faccenda, Mara Ferloni, Giammarco Puntelli, Giuseppe Selvaggi, Giulia Sillato, Luigi Tallarico, Rino Cardone, Angela Delle Donne.

     
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    Giovanni Faccenda

     
       
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       Fra itinerari memoriali e prospettive vagheggiate 
       
     

    «Io non so come mi giudica il Mondo;

    a me sembra d'essere un fanciullo che giuoca sulla riva del mare

    e si rallegra ogni volta che trova un ciottolo più liscio degli altri

    o una conchiglia più bella, mentre il grande oceano della verità

    resta dinanzi a lui inesplorato.»

    Isaac Newton

     
       
     

    Le ardenti sollecitazioni emotive che indovini abitare nelle viscere più profonde del lavoro di Pietra Barrasso affiorano in superficie come luci spirituali chiamate a rischiarare le tenebre che avvolgono, con sinistro abbraccio, la nostra sempre più inquieta esistenza.

    Ebbra di sussulti lirici e di trepidazioni sentimentali, la pittura di quest'artista rigorosa e ispirata raccoglie la suggestiva sfida del «mondo inesplorato»: una geografia ora trasognata ora invisibile ha modo di materializzarsi – giusto il termine, in considerazione delle emblematiche rilevanze di colore rappreso – in una superficie non più realistica ma squisitamente mentale, ove insistono, sovente racchiuse in una scia verticale, sorgenti luminose pervase da un senso di seducente incanto.

    Leggeri e trasparenti come stormi di cirri in una giornata di sole, questi ricorrenti chiarori – imperiosi, in un impianto cromatico portato al connubio degli accordi più caldi – sembrano alludere a itinerari memoriali o prospettive vagheggiate, ambiti, comunque, emozionali all'interno dei quali Barrasso trova o ritrova quanto alberga da sempre in se stessa. Dipingere, dunque, diventa per lei una sorta di scavo interiore non del tutto suscitato dalla realtà circostante: è, piuttosto, l'ampia varietà di segrete palpitazioni – tanto feconde in un'anima sensibile come la sua – a spingerla verso idilliaci voli pindarici.

    In simili visioni, l'incontro con la natura ha valore e sapore catartico: vi convergono inebrianti fragranze di fiori, romantici tepori crepuscolari, il senso, alto, di una verità che sappiamo da tempo aver perso, e ora la ritroviamo nell'eco struggente che ondeggia, come una melodia arcana, in questi affascinanti dipinti di Barrasso.

    La pittura veleggi pure per pelaghi figurativi oppure sfiori prode informali: è il suo stesso spirito a dirci di trepidazioni solo in parte sopite nella pingue manifestazione di cromie accese e, fra loro, ben combinate. Ma osare è anche spingersi oltre gli ordini della tavolozza, cercare gradazioni mescolate a umori essenziali, trovare, infine, ciò che è scintilla remotissima e farne vampa in una rappresentazione colma di indizi personali.

    In fondo, ogni opera portata a compimento da Barrasso esibisce una moltitudine di effervescenze e fremiti che sono, rispetto alla sua indole passionale, del tutto speculari. Penseresti, anzi, nelle varie tonalità del giallo – colore irrinunciabile e costante nei diversi motivi – di riconoscere l'occasionale stato d'animo che ha accompagnato l'artista in ognuno dei suoi partecipati impegni, tanto esso è limpido e percepibile oltre la pregiata finitura delle tele. Perché, al solito, Barrasso dipinge ciò che avverte, dentro, e non quanto vede attorno a sé come potrebbe accadere facilmente a tutti. Si nutre di alimenti che sono l'ambrosia di poeti e sognatori, linfa inesauribile per chi ha da dire o da dare qualcosa di importante a chi ancora non ha smesso di ascoltare la voce del cuore e dei sentimenti.

    Dovessimo infine sintetizzare le peculiarità più intime del suo lavoro, con una sommarietà alquanto inadeguata al cospetto di un temperamento così opulento e fertile, diremmo che in tutta l'attività di Barrasso resiste un'aura densa di misterioso fascino. Una luce che travalica albe e tramonti, luoghi e spazi, il silenzio che è raccoglimento necessario e la vita, tutta, nelle sue ragioni più ancestrali.

     
        
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     Giovanni Faccenda

     
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    Entre itinerarios memoriales y perspectivas deseadas

    «No sé cómo me juzga el mundo

    me parece de ser un niño que juega en el borde del mar

    y que se alegra cada vez que encuentra un guijarro más liso que otros

    o una concha más bella, mientras el gran océano de la verdad

    permanece delante él inesperado.»

    Isaac Newton

     
       
     

    Los aspectos emocionales más ardientes que viven en las entrañas más profundas de la obra de Pietra Barrasso salen a la superficie cómo luces espirituales evocadas para iluminar la oscuridad que envuelve hostilmente nuestra existencia cada vez más inquieta.

    Ebrio de temblores líricos y trepidaciones sentimentales, la pintura de esta artista rigurosa e inspirada, recoge el impresionante reto del «mondo inexplorado»: una geografía de ensueño e invisible que encuentra la manera de materializarse – justo el término apropiado, teniendo en cuenta las emblemáticas relevancias de color aglomerado – en una superficie que no es más realística sino puramente mental, donde en un rastro vertical insisten a menudo, fuentes luminosas impregnadas por un sentido de encanto seductor.

    Ligeros y trasparentes cómo bandadas de nubes en un día de sol, estos rayos recurrentes – imperiosos, en un sistema cromático combinado a los acuerdos más cálidos – parecen aludir a los itinerarios memoriales o perspectivas soñadas, contextos emocionales, sin embargo, dentro del cual Barrasso encuentra o vuelve a reencontrar lo que vive desde siempre en sí misma. Pintar entonces, se convierte para ella en una especie de excavación interior que no viene causada de la realidad circundante: se trata más bien de una amplia variedad de secretas palpitaciones – muy fructíferas en un alma tan sensible como la suya – a empujarla hacía estos idílicos vuelos fantásticos.

    En estas visiones, el encuentro con la naturaleza tiene valor y sabor catártico: convergen las fragancias embriagadoras de las flores, románticas, cálidas tonalidades crepusculares, la plena consciencia de una verdad que sabemos de haber perdido desde hace tiempo y ahora la reencontramos en el eco conmovedor que balancea como una melodía arcana en estas pinturas encantadoras de Barrasso.

    La pintura puede avanzar en temas figurativos o aproximarse a lugares informales; es su mismo espíritu a decirnos las trepidaciones solo en parte atenuadas en la manifestación corpulenta de colores vivos y entre ellos bien combinados. Todavía osar significa también ir más allá de las reglas de la paleta, buscar los matices combinados con el estado de ánimo esencial, encontrar, en fin, lo que es una chispa muy remota y generar una llama mediante una representación llena de indicios personales.

    Después de todo, cada obra realizada por Barrasso realiza una multitud de efervescencias y temblores que comparada con su naturaleza pasional es del todo especular. Pensaríamos, al contrario, de reconocer en las diferentes tonalidades de amarillo – color imprescindible y constante en los diferentes motivos – el ocasional estado de alma que ha acompañado el artista en cada uno de sus encargos, ya que aparece perfectamente limpio y perceptible más allá del fino acabado de las telas. Normalmente, Barrasso no suele pintar lo que la rodea cómo pasar fácilmente à todos, sino que pinta lo que siente en su interior. Se nutre de alimentos que son la ambrosía de poetas y soñadores, linfa inagotable para aquellos que tienen que comunicar o donar algo de importante à quien aún no ha dejado de escuchar la voz del corazón y de los sentimientos.

    Si deberíamos en fin sintetizar las peculiaridades más íntimas de su trabajo, con una esquematización bastante inadapta respecto a un temperamento tan opulento y productivo, diríamos que toda la actividad de Barrasso se centra en un aura de misterioso encanto. Una luz que va más allá de los amaneceres y puestas del sol, lugares y espacios, el silencio que es la meditación necesaria y la vida, entera, en sus razones más ancestrales.

     
        
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       Giovanni Faccenda

     
       
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     Entre itinéraires mémoriaux et perspectives désirées  
     

    « Je ne sais pas comment me juge le Monde ;

     il me semble d’être un garçon qui joue au bord de la mer

    et se réjouit à chaque fois qu’il trouve un galet plus lisse que les autres

    Ou une coquille plus belle, tandis que le grand océan de la vérité

    reste devant lui inexploré »

    Isaac Newton

     
     

    Les ardents components émotionnels qu’on devine vivre dans les entrailles les plus profondes de l'œuvre de Pierre Barrasso, viennent à la surface comme des lumières spirituelles appelés pour éclairer les ténèbres qui enveloppent, avec étreinte gauche, notre existence de plus en plus mal à l’aise. 

    Ivre de tremblements lyriques et trépidations sentimentales, la peinture de cet artiste rigoureuse et inspirée recueille le défi impressionnant du « monde inexploré » : une géographie fantastique et invisible a l’occasion de se matérialiser - le bon terme, étant donné les reliefs de couleurs coagulés - dans une surface qui n’est plus réaliste, mais purement mentale, où insistent souvent enfermées dans un sentier vertical, sources lumineuses envahies par un sentiment de séduction.

    Légers et transparents comme troupeaux de nuages dans un jour de soleil, ceux crépuscules récurrent -impérieux, dans un système de couleur conduit à des accords syndicaux plus chaudes – semblaient faire allusion à des itinéraires mémoriaux ou perspectives qui rêvent, cependant, domaines émotionnels dans lesquels Barrasso trouve (ou rencontre) ce qui demeure depuis toujours à l’intérieur de soi-même. 

    La peinture donc, devient pour elle une sorte de fouille interne pas entièrement causée par la réalité qui l’entoure : il s’agît plutôt d’une grande variété de palpitations secrètes – si productif dans une âme sensible comme la sienne – à la pousser vers idylliques envolées lyriques.

    Dans ces visions, la rencontré avec la nature a de la valeur et du saveur cathartique : ils convergent des fragrances capiteuses de fleurs, romantiques chaleurs de crépuscules, le sens haut d’une vérité qu’on sait avoir perdu depuis longtemps et que maintenant on la retrouve dans l’éco poignant balançant comme une mystérieuse mélodie, dans ces charmantes peintures.

    La peinture peut avancer dans des sujets figuratifs ou toucher des sujets informels : c’est son même esprit à nous parler des trépidations partiellement calmées dans les manifestations corpulentes de couleurs vives et, parmi elles, bien combinées.

    Mais oser est aussi aller au-delà des ordres de la palette, rechercher nuances mélangées avec les humeurs essentielles, savoir trouver, enfin, ce qui est très distant et créer une représentation unique pleine d’indices personnels.

    Après tout, chaque œuvre réalisée par Barrasso montre une multitude d’effervescents et tremblements qui sont entièrement spéculaires par rapport à sa nature passionnée. On penserait plutôt de reconnaître dans les différentes tonalités du jaune – couleur indispensable et constante dans différents motifs – l’occasionnelle humeur qui a accompagné l’artiste à chacun de ses engagements, tant il est clair et perceptible ailleurs de la précieuse finition de la toile. Barrasso peint habituellement ce qui ressent à son intérieur et pas ce qu’elle l’entoure comme pourrait arriver facilement à tout le monde. Elle se nourrit d’aliments qui sont l’ambroisie des poètes et des rêveurs, ingrédient inépuisable pour ceux qui ont à dire ou à faire quelque chose d'important à ceux qui n’ont pas encore cessé d'écouter la voix du cœur et des sentiments.

    Si on devrait résumer les particularités les plus intimes de sa profession avec une nature de synthèse inadéquate par rapport à un tempérament si opulent et créatif, on dirait que dans toutes les œuvres de Barasso résiste une auréole pleine de charme mystérieux. Une lumière qui va au-delà des aubes et des couchers de soleil, des lieux et des espaces, le silence qui est la méditation nécessaire, la vie, dans ses motifs les plus ancestrales.

     

     
         

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    Giovanni Faccenda

     
       
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     From memorial itineraries to yearned for perspectives 
     

    “I do not know what I may appear to the world; 

    but to myself I seem to have been only like a boy playing on the seashore, 

    and diverting myself in now and then finding

    a smoother pebble or a prettier shell than ordinary,  

    whilst the great ocean of truth lay all undiscovered before me.”

    Isaac Newton

     
       
     

    The burning emotional urges that we imagine live in the deepest depths of Pietra Barrasso’s work rise to the surface as spiritual lights called on to clear away the darkness that envelops our increasingly troubled existence in its sinister embrace.

    Inebriated by lyrical tremors and emotional disquiet, the painting by this rigorous and inspired artist captures the fascinating challenge of the “unexplored world”: a geography that at times is dreamy, at others invisible but that can be materialised – the right term, given the emblematic relevance of coagulated colour – on a surface that is no longer realistic but completely mental, where there persist, often enclosed in a vertical contrail, luminous sources pervaded by a sense of seductive enchantment.

    As light and transparent as flocks of clouds on a sunny day, these recurrent flares – imperious in a layout of colour that brings together the warmest harmonies – seem to allude to memorial itineraries or yearning perspectives or, at least, emotional areas within which Barrasso discovers or rediscovers just how much has always dwelt inside her. So for her, painting becomes a kind of interior excavation that is not always summoned up by the surrounding reality: it is, rather, a wide variety of secret palpitations – so fertile in a mind as sensitive as hers – that push her towards Pindaric flights.

    In such visions her meeting with nature has a cathartic taste and value: intoxicating scents of flowers, romantic crepuscular warmth, and the insistent sense of a truth that for some time we have known has been lost, and now we find it again in the heart-rending echo that floats, like an arcane melody, in these fascinating paintings by Barrasso.

    Her painting sails over figurative seas or finds harbour in informal havens: it is her very spirit that tells us of trepidations that are only in part calmed by the fertile manifestations of bright, beautifully combined colours. But to dare also means to go beyond the orders of the palette, to search for gradations mixed with essential moods, and to find at last what is a distant spark and make it the flame for a representation overflowing with personal clues.

    Deep down, each work completed by Barrasso shows a multitude of fervours and murmurs that are, with respect to her fiery temperament, all specular. On the contrary, you would think that in her varied tones of yellow – fundamental and constant in her work – you can recognise the state of mind that has accompanied the artist in each of her tasks, so much is it clear and perceptible, quite apart from the refinement of her work. Because, as usual, Barrasso paints what she feels within and not what she sees around her, as could easily be the case with us all. She is nourished by the ambrosia of poets and dreamers, the inexhaustible lymph for those who have something important to say or do to those who have not yet stopped listening to the voice of the heart and of feelings.

    If it were necessary to sum up the most intimate particularities of her work, with a summary inadequate in the face of such an opulent and fiery temperament, we could say that in Barrasso’s activity there has always been a dense aura of mysterious fascination.  A light that goes beyond dawns and sunsets, places and spaces, a silence that is a necessary meditation and a life, all of it, in its most ancestral areas.

     

     
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    Grottaminarda, la panchina rossa è nel segno dell’arte

     

    25 novembre 

    Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

     
         
     

    A firmare la panchina rossa della cittadina irpina è Pietra Barrasso con un'opera di immediata comprensione e di profondo significato

    La violenza sulle donne è una piaga ancora radicata nel tessuto sociale. Con una panchina rossa si vuole testimoniare l’impegno della società civile ad abbatterla. Grottaminarda ha scelto di installare una panchina rossa che fosse qualcosa di più che un segno: il comune irpino, infatti, ha installato quella che è l’ultima opera d’arte di Pietra Barrasso. La panchina è pensata “cromaticamente a specchio” alla sua meravigliosa “Vita spezzata” (immagine in copertina), un acrilico spatolato su tela parimenti pensato in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 2017. 

    L’opera in parola rappresenta la delicatezza infranta rappresentata con magistrale semplicità quale farfalla che si frantuma come dal soffio del vento. Il binomio farfalla – donna viene qui ritrovato e riproposto con una freschezza e un’altezza tali da raggiungere il virtuosismo dell’immediata comprensibilità e dell’aulica rappresentazione.
    Naturalmente, se la sensibilità artistica della Barrasso aveva portato ad una farfalla rossa su sfondo blu, nel caso della panchina i colori sono invertiti così da vestire del simbolo universale l’estro dell’artista. 

    All’inaugurazione presenti la presidente dell’osservatorio regionale contro la violenza sulle donne, Rosaria Bruno e una rappresentanza dell’amministrazione, tra cui il sindaco Cobino. 

    Purtroppo, come l’amministrazione Cobino ha avuto l’accortezza di offrire alla cittadinanza un simbolo che fosse anche un’opera d’arte che fosse simulacro degno del significato cui è dedicato, così altre amministrazioni pare abbiano scartato alle loro comunità quest’opportunità di crescita. 

    Nei primi 10 mesi del 2017 in Campania 114 donne sono morte perché donne”. Queste le parole della presidente dell’osservatorio regionale contro la violenza sulle donne, Rosaria Bruno che questo pomeriggio, insieme all’amministrazione di Grottaminarda, rappresentata dal sindaco Cobino e dagli assessori, e alla presidente della FIDAPA sezione di Grottaminarda, Fulvia Bruno, ha inaugurato nel paese ufitano la panchina rossa, simbolo ormai noto a sostegno delle donne contro ogni tipo di violenza. 

    Una vera e propria opera d’arte firmata Pietra Barrasso, che rappresenta le centinaia di donne che ogni giorno subiscono maltrattamenti.

    Grottaminarda va quindi ad unirsi agli altri paesi irpini che hanno aderito all’iniziativa schierandosi così dalla parte delle donne, con un simbolo ormai assunto a promotore di ideali di lotta e uguaglianza.  

    E nel giorno che celebra la lotta contro la violenza di genere, la tavola rotonda nella sala consiliare di Grottaminarda ha visto affrontare proprio questi temi. La Campania è la terza regione italiania per femminicidi, ma l'aumento delle denunce fa pensare che l'opera di sensibilizzazione portata avanti anche grazie a simboli come la panchina rossa stiano aiutando le donne ad uscire allo scoperto. 

     
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